lunedì 29 novembre 1999

serenezza

cara sally,
di nuovo a casa dei papis dopo tanto tempo (più di un mese?)...


non ho molto da raccontare, almeno per quanto riguarda *il pubblicabile*, ma magari posso permettermi una piccola riflessione per la settimana, in stile carrie bradshaw: si può confondere la serenità con la stanchezza?
spiego: a che punto si può arrivare, nelle abitudini e nella ripetizione dei gesti quotidiani, prima di accorgersi che stiamo vivendo in un loop temporale? quand'è che percepiamo la differenza tra routine e pace dei sensi? avere una piccola tabella di marcia, degli orari prestabiliti, delle scadenze, delle ripetizioni più o meno quotidiane... sono elementi che qualificano il nostro carattere? e come ci pongono nei confronti degli altri?
personalmente, mi piace pensare di essere una persona molto tranquilla, semplice, mai frenetica o nevrotica (lunatico sì... un - bel - po' lo sono!), che col passare del tempo ha saputo ritagliarsi un piccolo ruolo in una piccola realtà. vivo con poco (e, di conseguenza, mi faccio meno regali di quanti vorrei), ma non mi lamento. ah, ecco... non mi piace lamentarmi. come ho detto oggi a mia madre: "lamentarsi è gratis". certo, a tutti piace lagnarsi, a tutti piace trovare una spalla su cui piangere... ma non per le stronzate! sì, il concetto era più o meno questo. se devo esprimere un mio dispiacere, se devo andare a piangere da qualcuno per un consiglio, se devo vomitare addosso agli altri i miei problemi, preferisco che siano cose serie. poi, ovvio, ognuno ha il suo metro di paragone: una cosa importante per me può benissimo non esserlo per te, e mi rendo anche conto - per esempio - che la *questione-ale* è passata attraverso tutte le fasi d'interesse, da "mald'amore" fino a "oraperòhairottoilcazzo".
ma sto divagando.
in ogni caso, ho un blog anche per questo. per divagare.
tornando a noi (anche se non si direbbe): nell'ultimo episodio di how i met your mother, c'è una frase in cui mi riconosco fin troppo; ted dice "right now i have a quite happy simple little life, and i like it that way", quando invece sta mentendo a se stesso, rinunciando a un suo sogno, alle sue ambizioni... e la chiave sta tutta qua. o no? quanti di noi sono soddisfatti della propria vita, o credono di esserlo? siamo in una fase di transizione? quando finirà? ora, io non è che stia tutto il giorno a farmi queste gran seghe mentali, però ogni tanto ci penso e sì... c'è da riflettere, in fondo siamo i filosofi di noi stessi (l'intervista alla tatangelo dalla bignardi - che sto guardando in questo istante - mi sta facendo male).

a domani!

p

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