cara sally,
che periodino...
visto come stanno messe le mie tasche, quest'anno sto pensando a tutta una serie di regalini a costo zero, o comunque molto basso: e quindi vai di masterizzazioni, disegni, art attack eccetera... l'importante è fare il pensiero giusto alla persona giusta, e in questo - modestamente - un po' sono bravo.
sono meno bravo, però, ad abituarmi alla convivenza con altre persone, intesa come concetto di "famiglia". il 75% degli abitanti di questo appartamento proviene da famiglie disfunzionali (nel senso di non-convenzionali, ma mi piaceva la parola), ma ciò non toglie (o forse proprio per questo alimenta) la voglia di essere coinvolti nelle vite degli altri, e a volte questa cosa un po' mi infastidisce. sarà il natale, sarà il clima che odio con tutte le mie forze, il conformismo imperante nel periodo delle feste (ancor più piallato e mediocrizzato grazie ai recenti fatti di cronaca politica)... ma me - in tutta sincerità - se esco e saluto con un "ciao, a dopo" mi rompe proprio il cazzo sentirmi chiedere "dove vai?". non so... sono io? sono odioso? antipatico? irriducibilmente asociale? o semplicemente non sono fatto per vivere con altre persone, specie in parabole discendenti della mia vita come questa delle ultime settimane.
avevo preparato un bel discorso ma mi è passata la voglia di scrivere. magari aggiorno dopo...
a domani
p
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